

Il nome deriva dal greco Euphrasia, che significa “ilarità, gioia” perché si credeva che questa pianta avesse la proprietà di rendere allegri; e in effetti, con la vivacità del giallo e delle venature violette, è un fiore che mette di buon umore!
Nel Medioevo l’Eufrasia veniva bruciata come incenso per acquisire chiaroveggenza. Ai contadini non piace perché con il suo comportamento semiparassitario inibisce la crescita delle altre erbe e riduce così la resa del raccolto. D’altro canto, gli agricoltori si basano su questa pianta per le previsioni del tempo: se i primi fiori sbocciano in cima al gambo, l’inverno sarà precoce.