

Il nome scientifico Aconitum veniva usato nell’antichità da poeti come Ovidio come nome generico per indicare potenti veleni Il termine napellus deriva dal latino napus= rapa alludendo alla somiglianza del tubero con la rapa. Il termine Strozzalupo deriva presumibilmente dall’idea che il Cappuccio di Monaco avrebbe ucciso anche i lupi.
La mitologia Greca ci spiega perché il Cappuccio di Monaco è così altamente velenoso. Si dice che sia colpa di Ercole, l’unica persona oltre Orfeo che vinse Cerbero, il cane posto a guardia degli Inferi . La sua rabbia per essere stato sconfitto da Ercole venne trasferita sulla pianta nel momento in cui Cerbero la sfiorò. Medea, la maga greca, la utilizzò per vendicarsi dell’infedele marito Giasone tentando di avvelenare suo figlio Teseo.
Nell’antichità veniva utilizzato principalmente per le sue proprietà velenose. Frecce, lance e spade intinte nel suo veleno, erano armi letali. Si usava anche per le piaghe purulente. A partire dal 117, secondo una delle prime leggi contro le manipolazioni di veleni, era proibito piantare il Cappuccio di Monaco nei giardini. Nel Medio Evo veniva solamente consigliato per uccidere i pidocchi. Per il resto, richiamava l’attenzione solo nei casi di avvelenamento. Ci sono macabre notizie di esperimenti per la ricerca di un antidoto, autorizzati dall’Imperatore e dal Papa, condotti su criminali condannati a morte.
Una leggenda Russa narra che Lucifero, dopo essere stato cacciato dal Paradiso, si fosse nascosto sotto una pianta di Cappuccio di Monaco. Si dice che l’arcangelo Gabriele lo avesse trovato ed avesse colpito la pianta con un dardo luminoso costringendolo a fuggire