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Il termine ‘Avocado’ è la versione spagnola della parola Nahuati (Azteca) “ahuacatl”, che deriva da “ahuacacuahatl” che significa letteralmente testicolo, una denominazione che fa riferimento all’abitudine dei frutti di Avocado di crescere in coppia sull’albero. Gli spagnoli pronunciavano la parola Azteca “aguacate” che poi divenne Avocado. Le prime testimonianze dell’uso dell’Avocado vennero trovate in tombe intorno al 7000 a.C. Gli archeologi in Perù hanno trovato una caraffa d’acqua a forma di Avocado databile al periodo pre-Inca (900 A.C.) Gli Aztechi sono conosciuti per aver coltivato l’Avocado . Mangiavano I frutti ed usavano l’olio per la cura della pelle e dei capelli. La polpa dell’Avocado, che essi consideravano un frutto sacro, era utilizzata per la cura di ferite e il trattamento di dolori gastrointestinali e coliche. La purea di Avocado mischiata all’olio era considerata un afrodisiaco. Quando gli Spagnoli arrivarono in America, il frutto venne rintracciato dal Messico al Perù. Fernandez de Oviedo (1478-1557) – storico e cronista della conquista del Sud America – descrisse l’Avocado per la prima volta nel 1526 nel suo libro 'Sumario de la natural historia de las Indias'. Con gli spagnoli il frutto raggiunse quindi i Caraibi, il Venezuela, Madera e le Isole Canarie. Oggi esistono più di 400 paesi coltivatori in tutto il mondo. Fra l’altro i fiori di Avocado cambiano sesso. Per mezza giornata il fiore è pronto a ricevere il polline (femmina), l’altra metà del giorno successivo il fiore sparge il polline (maschio). Alcuni alberi hanno fiori che sono femmine di mattina e maschi il pomeriggio successivo, mentre gli altri l’opposto. Entrambe le tipologie di albero crescono vicine l’una all’altra per facilitare l’impollinazione di api, vespe ed altri insetti. I semi di Avocado venivano solitamente dispersi anche da grandi mammiferi, quali il bradipo gigante del Sud America ora estinto. Oggigiorno l’albero di Avocado non ha nessun ‘disseminatore’ naturale – eccetto gli uomini che lo coltivano al chiuso.

Nelle diverse cucine del mondo l’Avocado, con il suo sapore alla nocciola, è usato sia nei piatti dolci che saporiti. I taiwanesi e i filippini bevono l’Avocado frullato con latte e zucchero come dessert. Ne sono un ulteriore esempio il gelato all’Avocado in Sud America, il sushi con l’Avocado in Giappone, la salsa di Avocado (guacamole) in Messico e l’Avocado con latte, caffè e rhum come bibita in Indonesia. La polpa dell’Avocado ossida velocemente quando è esposta all’aria, diventando marrone. Nel preparare la crema di Avocado c’è un ottimo sistema per prevenire questo inconveniente, che non consiste nell’usare succo di limone o aceto, ma semplicemente nel porre il nocciolo in mezzo alla crema.

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