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Nella mitologia greca Atropo, dal greco atropos (invariabile, irrevocabile), è il nome della dea della morte, la più anziana delle tre Parche che recide il filo della vita. Il nome Belladonna probabilmente deriva dal fatto che le donne erano solite usare l’atropina per dilatare le pupille e dare splendore agli occhi secondo l’ideale di moda del tempo. Si dice che le bacche venissero usate come trucco.

Alcuni dei nomi tedeschi come per esempio Tollkirsche (toll = pazzo, Kirsche = ciliegia) and Wutbeere (Wut = ira, Beere = bacca) derivano dai sintomi di avvelenamento: all’inizio congestione del volto, dilatazione delle pupille, dopo aver ingerito larghe dosi, si aggiungono eccitazione, incessante logorrea, crisi di pianto, stato confusionale e delirio.

Al tempo della caccia alla streghe la Belladonna ha giocato un ruolo infamante: si utilizzava per creare un unguento che si applicava alle donne accusate di essere streghe. L’effetto allucinogeno le induceva a confessare sotto tortura tutto ciò che i loro persecutori volevano sentire
Questa pianta altamente tossica si utilizzava anche per fare misture velenose e pozioni d’amore. Un brindisi alla pazzia d’amore.

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