

Gelsomino è la traduzione italiana di “jasmine”. E’ stato dato questo nome alla pianta per la sua fragranza simile al gelsomino. Le foglie sempreverdi le valsero il nome di “sempervirens”.
Al gelsomino è stato dato il soprannome di “rimedio contro la febbre elettrica” a causa di un errore che ebbe delle conseguenze: un paziente afflitto da una febbre biliare molto grave è stato curato per errore con un infuso di rizoma di gelsomino. Di conseguenza il paziente si paralizzò e perse conoscenza. Comunque, quando si svegliò dal coma, era completamente guarito.
In forma concentrata, il gelsomino è in realtà tossico e si risolve tipicamente in paralisi quando il paziente è pienamente cosciente! A causa di questo quadro tossico, gli Indiani Othomi denominarono la radice Bé-i, che significa “ cessazione di tutti i movimenti”, e con essa prepararono la tossica bevanda Bebo-sito= bara di vetro, che tra l’altro fu usata per pescare. Si dice che anche oggi gli Indiani degli stati meridionali eseguano sentenze per giudizio e azioni di vendetta mediante questa bevanda pericolosa. Nel 1932 a Topolobampo, a Sinaloa nel Messico, si è verificato un involontario avvelenamento di massa, con la conseguente morte di alcune persone, dopo che erano stati bevuti alcolici ai quali erano state aggiunte radici di gelsomino.
L’effetto tossico è dovuto all’alcaloide gelseminina, il cui effetto paralizzante agisce sulle placche motrici del sistema nervoso centrale.