

Il nome scientifico “Humulus” è probabilmente la forma latina del nome tedesco “humilo, hymele o humili”ed entrambi derivano dal vocabolo proveniente dalla regione degli Urali: “qumlix”. L’epiteto “lupulus” deriva dalla parola latina “lupus” (lupo) ed è riferita all’abilità del luppolo di intrecciarsi intorno alle piante proprio come il lupo afferra la sua preda.
Il luppolo è conosciuto come ingrediente della birra. È responsabile del suo gusto pungente, migliora la consistenza del colletto di schiuma e previene il deterioramento della birra.
Soltanto i fiori femminili, non fecondati, possono essere utilizzati per la produzione della birra. Nel caso in cui il seme entra nella birra, il colletto di schiuma è molto più debole. Per questa ragione, i coltivatori del luppolo si prendono cura solo delle piante femminili. La pianta rampicante richiede tralicci enormi, con pali di legno lunghi 7 metri tra i quali sono intrecciati i rami. Questi tralicci sono una caratteristica del paesaggio di tutte le regioni che coltivano luppolo. E’ classificato come una coltura specializzata e certificata, con documenti che garantiscono la qualità della coltivazione. La Germania, a proposito, è il più grande produttore di luppolo nel mondo.
La produzione della birra, bevanda alcolica ottenuta dal grano fermentato, ha una lunga storia. Già dal 4000 a.C i Sumeri praticavano la fermentazione. La più vecchia ricetta per la birra trovata è stata scoperta nell’attuale Iraq iscritta su una tavoletta di argilla.
Per gli Egiziani, la birra insieme al pane era il cibo quotidiano. In Europa centrale fu inventata una bevanda simile alla birra nel XVI secolo a.C. Tuttavia, le fonti forniscono informazioni contraddittorie quanto alla fermentazione della birra. Appare evidente che il miele e le varie piante sono state aggiunte per rendere la bevanda più stabile o per aggiungere sapore. Fra gli ingredienti aggiunti si può trovare la corteccia di quercia, il mirto, l’iperico e le droghe inebrianti come il giusquiamo e lo stramonio. Non è chiaro quando il luppolo fu utilizzato per la prima volta. I reperti, provenienti dai primi insediamenti, confermano che il luppolo era utilizzato in tutta Europa durante il Neolitico – Età della Pietra Nuova – in cui le popolazioni iniziarono a diventare stanziali. Le piccole quantità trovate indicano che il luppolo era utilizzato esclusivamente come pianta aromatica o medicinale. Esiste una prova documentata, risalente al Medio Evo, a proposito dei prati coltivati a luppolo. Questi documenti risalgono al periodo della morte di Pipino il Breve (714-768), padre di Carlo Magno, e furono trovati nell’Abbazia di Saint Denis vicino Parigi nel 768. La birra fermentata con il luppolo diventò parte importante del digiuno per i monaci: nutriva e sopprimeva il desiderio sessuale, grazie alle sue proprietà estrogeniche.
Nelle regioni slave, al contrario, il luppolo era considerato simbolo di fertilità: le giovani spose erano agghindate con corone di luppolo. Questa pianta contiene sostanze fitoestrogeniche che inibiscono l’impulso sessuale dell’uomo, ma sono in grado di stimolare l’impulso delle donne.
L’importanza medicinale del luppolo è stata documentata in ritardo in Europa: solo nel 2007 viene designato pianta medicinale dell’anno. In Spagna, da tempo, il medico botanico arabo Abdullah Ibn al-Bayter (1197-1248) descriveva le proprietà sedative e digestive del luppolo.
Nelle loro scritture la badessa Ildegarda di Bingen (1098-1179), il Vescovo di Regensburg (Ratisbona) e il Dottore dell’Università Albertus Magnus (c.1200-1280) mettevano in evidenza le qualità di conservante del luppolo. La conoscenza degli effetti calmanti del luppolo è stata persa e ripresa in larga misura nei periodi successivi, e solo nel XVIII secolo ha avuto una rinascita. In quel periodo i cuscini erano riempiti dalle infiorescenze del luppolo e contribuivano ad alleviare l’insonnia persino del Re britannico Giorgio III (1738-1820). L’importante medico Christof Wilhelm Hufeland (1762-1836) scoprì il luppolo come amaro per aiutare la digestione e come sedativo per calmare i nervi. Nel suo “Handbuch der speziellen Arzneimittel” (Manuale delle Medicine Speciali), Johann Christian August Clarus (1774–1854) raccomandava il luppolo come trattamento in caso di poco appetito associato al catarro gastrico, per le membrane delle mucose dello stomaco e per l’insonnia.
Contrariamente dall’Europa, le tribù indiane del Nord America e la medicina Ayurvedica conoscevano e utilizzavano il luppolo già da molto tempo.
Il luppolo non è solo una pianta medicinale e la base per la birra; è anche una fonte di fibre naturali, che fornisce stoffa e filo ruvidi e poco resistenti.