

Il nome scientifico Mangifera è composto dalla parola “mango” e dal termine latino “ferre” che significa portare, raccogliere e che può quindi essere tradotto come “portatore di mango”. La parola mango deriva probabilmente dal termine Tamil “man-kay”, che si riferisce al frutto acerbo. I mercanti portoghesi udirono questa parola nei mercati e nei porti indiani e rinominarono erroneamente il frutto “mango”. In Tamil, la lingua principale del sud dell’India, il mango ormai maturo viene chiamato “mamaran” o “mampalam”. Questi nomi derivano dalla parola “amra”, il termine sanscrito per il mango. Il sanscrito è il linguaggio dei più antichi testi letterari indiani, i Vedas, nei quali l’imponente albero del mango spicca per forza e potenza. Questo è il motivo per cui la parola amra era spesso aggiunta come epiteto al nome di persone famose ed ammirate. Nei Vedas, scritti 4000 anni prima della nascita di Cristo, il mango viene chiamato anche il cibo degli dei. Un trattato birmano riferisce che un giardiniere donò a Buddha un mango. Quando Buddha ne ebbe assaporato la polpa, affidò il nocciolo al suo cugino e servitore Ananda con il monito: “Piantalo in un luogo che sia preparato a riceverlo”. Da quel giorno questo frutto squisito viene donato dagli indiani agli dei come simbolo di ricchezza e dolcezza divine. Il famoso disegno cashmere indiano, può esser stato ispirato proprio dalla forma ricurva del frutto. Il fiore del mango è anche collegato alle divinità indù. E nella poesia indiana si dice che il profumo del fiore alimenti la sofferenza di un amore non corrisposto. Gli alberi di mango erano coltivati nello stato di Assam, in India, 4000 anni fa. Da lì, la coltivazione del mango si diffuse in Malaysia ed intorno al 1400 d.C.. nelle Filippine, attraverso i missionari di Mohammedan e i pirati. Oggigiorno dobbiamo ringraziare i portoghesi per la presenza del mango in tutto il mondo i quali, presumibilmente all’inizio del sedicesimo secolo, portarono il frutto da Goa all’Africa orientale, poi a quella occidentale, ed infine, attraverso diversi arcipelaghi, al Brasile. Da Rio de Janeiro i semini dei noccioli vennero diffusi nelle Barbados (1742) e in Giamaica (1782) e raggiunsero la Florida nel 1833 circa, attraverso il Mexico. Dopo la prima coltivazione fallimentare, a partire dal 1861 vennero coltivati con successo e, solo quattro anni più tardi, anche nelle Hawaii. Il mango arrivò nel Queensland, in Australia, nel 1870 circa. Oggigiorno il mango è uno dei frutti tropicali più diffusi, dopo la banana e gli agrumi. La produzione mondiale annuale è di 40 milioni di tonnellate, di cui il 50% è fornito dall’India. Seguono Messico, Cina, Pakistan, Tailandia, Indonesia, Nigeria, Filippine e Brasile.