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La noce vomica è inodore ma ha un sapore amaro, aspro e nauseante. Da qui il nome noce vomica, che è anche il suo epiteto scientifico e deriva dal Latino nux= noce e vomicus = che provoca nausea. Il nome, tuttavia, è fuorviante, dal momento che le noci, in realtà, raramente provocano il vomito. Anche il nome botanico Strychnos deriva dal Latino e significa qualcosa simile al clan della famiglia delle Solanacee. E’ possibile che questa errata classificazione botanica abbia avuto luogo perché le caratteristiche della noce vomica erano considerate simili a quelle della famiglia delle Solanacee, per esempio la belladonna.
Più di mille anni fa la noce vomica era già nota ai medici Arabi come un rimedio utile . Era anche un ingrediente fondamentale nella preparazione di frecce avvelenate. Nel XV secolo la noce arrivò in Europa dall’Asia Sud-Orientale attraverso la via del commercio e veniva utilizzata per combattere la peste. Nel XVII secolo veniva impiegata come coadiuvante nella pesca e come efficace veleno per gli animali nocivi come topi e ratti. La medicina Indiana e Cinese prescrive la noce vomica per l’inappetenza, debolezza e paralisi muscolare, dolore e febbri, per facilitare la circolazione sanguigna, per alleviare i dolori mestruali, per aumentare la virilità e curare il colera e la rabbia.
I sadhus del Nepal consumano una narcotica miscela di canapa nota con il nome di bang che contiene noce vomica. I sadhus sono mendicanti ascetici che hanno ripudiato la vita del mondo e, come il loro dio Shiva, raccolgono i loro lunghi capelli sul capo. Fumano o mangiano il bang per intensificare la loro meditazione e raggiungere la vicinanza spirituale con Shiva. La noce vomica completa anche gli effetti euforici ed afrodisiaci delle tradizionali pillole orientali della felicità. Tuttavia è estremamente inopportuno provare misture come queste, dal momento che la più piccola overdose può avere un esito fatale! Ancora oggi la stricnina si ottiene dalla noce vomica. Per inciso, contrariamente all’ impressione data da qualche autore di romanzi gialli la stricnina non è un veleno conveniente per gli assassini, a causa del suo gusto eccessivamente amaro. Tuttavia, in dosi adeguate, previene i crampi muscolari, ecco perché si trova nella lista delle droghe proibite che aumentano le prestazioni. Nel 1904 Thomas J. Hicks (1875-1963), che faceva parte della squadra di atletica leggera degli USA, approfittò di questa caratteristica quando vinse alle Olimpiadi con l’aiuto della stricnina.
E perché la noce vomica è così velenosa? Una risposta apparentemente ovvia – che la pianta usi il veleno per proteggersi contro i predatori – è in realtà controversa. Da un lato, una ricerca condotta per esempio sul tabacco, dimostra che la pianta aumenta i suoi livelli dell’alcaloide nicotina quando viene danneggiata; dall’altro si è osservato che le piante che contengono alcaloidi vengono mangiate da diversi animali e colonizzate da diversi funghi proprio nella stessa misura di quelle piante che non sono velenose. Alcuni animali persino provano piacere nell’assaporare la noce vomica. Tra le altre cose, gli uccelli rinoceronte dei tropici asiatici ed africani, vivono su queste piante.

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