

Le tribù germaniche del nebbioso nord, spesso riuscivano a cogliere un bagliore del blu intenso del cielo. Con l’apertura del suo calice, la Pratolina annunciava loro la presenza del dio del sole Baldur. Essi le diedero perciò il nome di “Occhio di Baldur” o “Sopracciglio di Baldur”. Il nome Daisy deriva dai termini anglosassoni daeges eage (= Day’s eye). Il fiore proveniente dal magico giardino di Freya, fiorisce imperturbabile per quasi tutto l’anno. Solo di notte o in caso di brutto tempo, si ripara mantenendo i suoi petali chiusi. Questa piccola pianta affascinante, che veniva riconosciuta come sacra dai nostri antenati tedeschi è molto amata dai bambini. Con entusiasmo incontrollabile intrecciano Pratoline in trecce o piccole ghirlande. Nel linguaggio dei fiori del Medioevo, gli dei e i poteri sovrannaturali potevano essere rappresentati da singole piante. Così, tra i Celti, la modesta Pratolina venne dedicata a Santa Margherita e come “fiore della santa patrona dei coltivatori”, appartenne alla gente comune. Fu solo più tardi che essa acquistò una fama inimmaginabile, quando il re francese Luigi IX (1214-1270) la incluse nel suo rivestimento di armi insieme al giglio. Per questo motivo si fece fabbricare un anello composto da una ghirlanda di fiori intrecciati.