

Il canto delle colombe echeggia nel cortile interno della casa in mattoni color ocra che il nonno Sanati fece costruire a Kerman, oggi sede di Zahra Rosewater e residenza di Homayoun Sanati. Le sue mura riparano dal frastuono della città, che conta ormai milioni di abitanti, e sono il luogo ideale per riflettere sulle origini di Zahra.
Quando Homayoun Sanati e sua moglie decisero di coltivare le rose a Lalehzar, acquistarono delle talee di rosa damascena nel Kashan, tradizionale regione iraniana delle rose nella provincia di Isfahan. I primi tentativi furono sorprendenti. Dopo diciotto mesi, dai fiori delle rose, ormai cresciute in fitti cespugli, si ottenne una quantità di olio superiore del 50% rispetto a quella delle rose del Kashan. Il risultato indusse i Sanati a piantare le rose in un campo di 20 ettari, nonostante i contadini della regione fossero scettici nei confronti di questa nuova coltura. Poi ci fu la rivoluzione iraniana. Quando Khomeini prese il potere, Homayoun Sanati fu arrestato. Venne accusato di essere un agente della CIA poiché collaborava con la casa editrice americana Franklin, benché il suo ruolo consistesse unicamente nella traduzione
